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Si intendono con ciò, oggetti per la devozione, che i fedeli fanno spesso benedire e dai quali traggono consolazione e aiuto nella preghiera; sono: libri di preghiera, immagini sacre, icone, quadri, statue, corone del rosario, ceramiche, medaglie, piccole croci, biglietti per ricorrenze nell’anno liturgico, posters.



Stampe su legno/icone R12 04/4 - Icona Il volto del Salvatore

Codice Prodotto R12 04/4

Materiale legno

Misure prodotto cm 21 x 17

Peso Kg 1,000

Designer PACIS HUH

Prezzo
€ 320,00

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Descrizione

L’icona del volto di Cristo chiamata Achiropita, dal greco Αχειροποίητος che significa non fatta da mano d’uomo, in russo Spas Nerukotvornyj, Salvatore non fatto da mano d’uomo, è considerata non opera di artista, ma impronta di Cristo stesso. Egli volle, secondo la tradizione, lasciare impressi i tratti del suo santo Volto sul telo con cui una donna, la Veronica, terse il Signore sulla via del Calvario.

Un’altra tradizione tipicamente orientale, fa risalire l’immagine a quella impressa sul Mandylion inviato dallo stesso Gesù al re Abgar di Edessa per guarirlo dalla lebbra.

Questa icona esprime in modo sintetico il dogma cristologico fondamentale: Gesù Cristo è vero Dio e vero Uomo. È l’unità del cielo e della terra, della divinità e dell’umanità nella persona di Gesù. Di conseguenza presenta la progressiva spiritualizzazione e divinizzazione degli uomini in Cristo.

L’icona è quadrata e al centro presenta un cerchio, il Nimbo, in cui è collocata la croce. Al suo interno e dentro il cerchio si trova il volto del Salvatore, Gesù Cristo. Sul Nimbo crociato troviamo le lettere greche Ο (omicron), Ω (omega) e Η (eta), traducono il Nome rivelato a Mosè sul monte Sinai:  (ehyeh asher ehyeh) “Io sono colui che sono” (Es 3,14).

L’iscrizione dell’icona sta nel due diagrammi del Nome di Gesù Cristo nella forma greca abbreviata: IC e XC. Essa, come in tutte le icone attesta l’identità del raffigurato e ne invocano la presenza.

Il quadrato simboleggia la terra e ciò che è terrestre, il creato che interiormente si apre al cerchio è il cielo, dove tutto converge e trova la sua spiegazione, il suo significato, la sua identità. Il cielo indica la trascendenza e quindi Dio che si comunica a noi attraverso il Figlio suo.

L’icona rappresenta il santuario, il tempio che nelle Chiese greche del primo millennio e nelle Chiese ortodosse fino ad oggi rispetta questa struttura. Nel tempio quadrato, la cupola simboleggia il cielo e molto spesso sulla volta, punto di convergenza di tutto il cubo, si trova il Cristo Pantocratore, Colui che sorregge e tiene in mano tutte le cose, nel quale Dio viene a noi e verso il quale tutto tende. È Cristo l’unico orizzonte di tutto il creato e di ogni uomo. In lui il cielo e la terra si baciano, l’umano e il divino si incontrano nell’unica Persona del Figlio di Dio.

Il Volto di Cristo viene delineato secondo una struttura in quattro cerchi concentrici nei quali si nasconde il significato profondo della vita spirituale.

Il 1° cerchio, punto centrale di tutti i cerchi, si trova sulla fronte, in mezzo agli occhi è il cerchio della partecipazione personale allo Spirito Santo, rappresenta la capacità che il Creatore ha dato all’uomo di aprirsi e di accogliere lo Spirito Santo. È il punto vivificante, l’inabitazione del Signore.

Il 2° cerchio racchiude la fronte e gli occhi: è il cerchio dell’anima, del mondo psichico, dell’intelligenza, del sentimento, della volontà.

Il 3° cerchio abbraccia i capelli, la bocca, la barba e rappresenta il corpo, la dimensione più esposta dell’uomo e più vulnerabile. La bocca è la parte più sensuale perché indica il bisogno di mangiare per sopravvivere. Nelle icone il Cristo viene raffigurato sempre con il naso sottile e la bocca piccola e chiusa, ad indicare silenzio e forza interiore, ma soprattutto che non c’è più bisogno che egli parli perché Egli stesso è la Parola.

Il 4° cerchio è quello della luce più pura, del giallo oro, luminoso. È il Nimbo, la luce dello Spirito Santo, che dal cerchio più interno, penetra tutto il mondo psichico, quello corporeo e avvolge la persona in una luminosità percepibile e visibile agli altri. Lo Spirito Santo, Colui che compie l’opera della santificazione dona agli occhi umani la capacità di vedere il Volto di Dio nel Crocifisso e mostra come ogni uomo dovrebbe essere. Se l’uomo vuole e si lascia fare, lo Spirito Santo lo rende simile a Dio.

L’icona fa vedere come lo Spirito Santo risiede in tutta la persona, abita tutto l’uomo. Quando la persona si lascia penetrare progressivamente dallo Spirito Santo diventa capace di comunicare Dio, rende visibile e percepibile lo Spirito. Una persona impregnata della luce e dei frutti dello Spirito Santo diventa un’immagine e somiglianza di Dio, una Parola vivente di Dio che tutti possono vedere e toccare.

L’icona rivela, dunque, qual è il criterio della vita spirituale: la cristiformità, il divenire conformi a Cristo, come Paolo che giunge a dire: «Non sono più io che vivo ma Cristo vive in me». È così che la vita spirituale non è qualcosa di astratto e disincarnato. Quella cristiana è una spiritualità pienamente incarnata perché come ricorda l’evangelista Giovanni nel Prologo del Vangelo: «Il Verbo si è fatto carne». La spiritualità deve, allora, poter trasparire nella concretezza della persona, nel suo operare, nel tessuto culturale, sociale ed ecclesiale in cui vive, illuminando ogni cosa di luce divina.

Io cerco il Volto, Signore. Mostrami il tuo Volto. Quando verrò e vedrò il Volto di Dio? (cf Salmo 27,8-9). Fondamento dell’Icona è l’Incarnazione: da quando Dio si è incarnato in Gesù, possiamo fissare lo sguardo su di lui (Giovanni Crisostomo).

L’icona per la liturgia è manifestazione teofanica, è rigorosamente aderente al Prototipo e   alla retta fede: è Vera Icona (Veronica!), è Achiropita (non opera di mano d’uomo!), è Miracolosa (Mira-oculis = mirabile agli occhi nostri!).

Il Volto del Salvatore, scritto in miriadi di Icone, è riconducibile al Volto santo della Sindone, misterioso e non scritto da mano d’uomo.

Cura del materiale

SCHEDA TECNICA

AUTENTICITA’

Tecnica utilizzata e materiale

●Tavola in legno di tiglio massiccio

●Cornice scavata e fortificata da zeppe, secondo il modello delle antiche icone.

●tecnica al secco che consente una maggior 

  trasparenza all’opera pittorica.

●doratura bolo con punzonatura a mano.

●i pigmenti usati sono di minerale puro e di pietre preziose. 

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